Invento: una “invenzione al sud”

Dal 28 luglio al 5 agosto 2006 si è svolto, a Montefalcone di Val Fortore (Benevento) la prima edizione di INVENTO – festival di teatri giovani.

Organizzato dal Comune e dall’istituto comprensivo statale, il festival ha il patrocinio della Comunità Montana del Fortore e dell’amministrazione provinciale di Benevento.

Sulla manifestazione una nota dell’ideatore e direttore, Silvano Sbarbati.

INVENTO è nato dal vento. Letteralmente: questo territorio della Campania, ai confini del Molise e della Puglia, ha la caratteristica di essere spazzato dai venti sia orientali che occidentali. Si trova sulla antica dorsale appenninica ormai limata dai secoli: la altitudine media è sui novecento metri e il paesaggio è dominato dalle pale eoliche che sono disseminate a perdita d’occhio.

Montefalcone di val Fortore è uno dei paesi decimati dalla emigrazione che compongono la Comunità Montana  appunto del Fortore. Un centro storico ammucchiato a ridosso dei resti di un fortilizio medievale; stradine a misura di mulo, un andare e venire scandito dal dislivello e dalle pietre di selciato e case.

L’idea è stata quella di animare l’estate con la presenza del teatro più giovane che attualmente esiste in Italia: quello proveniente dalla scuola.

Dal teatro della scuola sono ormai emerse vere e proprie compagnie di giovani – spesso dirette dai loro ex insegnanti – che si sono aperte a forme di spettacolarizzazione talvolta vicine all’amatoriale ma più spesso invece legate ad un fare laboratoriale       di natura formativa.

L’idea era abbastanza nuova ma si faceva forte del fatto che si trattava di avere molti spettacoli serali a costo minimo: ovvero al costo della ospitalità. Il Comune con sensibilità …non comune, ne ha sposato la causa senza tentennamenti.

INVENTO si appoggiava anche sulla sensibilità di una scuola che – qualche mese prima – aveva accettato un’altra sfida: quella di fare formazione sul teatro e di organizzare la prima rassegna italiana ispirata al teatreducazione fin dal titolo: “Senza niente”. Ovvero una rassegna di spettacoli prodotti a scuola presentati in un’aula magna: senza scene, senza costumi, senza apparato illuminotecnica. Senza niente, appnto.

E dunque: la scuola ospita i giovani teatranti, il Comune ne supporta l’organizzazione e i rimborsi spese (vitto e trasporto) nonché la stampa dei manifesti e della brochure con il programma.

I teatranti arrivano da Monza, Piana Battol

la (La Spezia), Vico Equense (Na), Macerata, Foggia, Fermo, Ancona; novità assoluta – e sorpresa di grande valore – la presenza di quattro sassofonisti, diplomati del conservatorio di Foggia, accompagnati dal loro insegnante di cattedra. Loro hanno inventato la sigla del festival, loro hanno fatto spesso la colonna sonora delle altre compagnie, loro hanno dimostrato come le contaminazioni tra esperienze e sensibilità possono nascere a partire dalle…vibrazioni.

Durante il festival si è anche organizzato un evento collaterale, ma ritenuto fondamentale: un laboratorio di attività teatrale rivolto ai bambini e agli adulti. Sono stati quasi 60 gli iscritti, provenienti anche da paesi vicini. Con molta semplicità, questi laboratori sono stati il vero collante del festival: che ha sorpreso gli abitanti per la freschezza dei giovani animatori, ma che alla fine ha sorpreso gli stessi teatranti per la attenzione degli abitanti-spettatori verso le proposte di spettacolo.

 

Le proposte di spettacolo erano nate tenendo conto della natura del territorio (il vento…), della sua storia (il falcone…), ma anche del repertorio di ciascuna compagnia, cosiddetta compagnia…

Il vivere assieme ha però proposto immediatamente – dopo i primissimi momenti di annusamento reciproco – il  tema dell’incontro. Le abbiamo chiamate “contaminazioni”, come se diverse fonti di acqua sorgiva avessero deciso di contaminare le proprie caratteristiche organolettiche. I risultati sono stati  eccellenti, soprattutto nel far fronte ai problemi gestionali e nel creare un clima che è stato definito, dai conduttori dei gruppi, così: rigenerante, destabilizzante, sereno, eruttante, esposto, scoppiettante, imprendibile, libero, effervescente, giusto.

 

Abbiamo detto di un festival di teatreducazione. Infatti gli spettacoli sono sempre più diventati doni teatrali, anche grazie alla creazione di testi – brevi monologhi – destinati a qualche teatrante, ma con lo scopo di “inventarne” un modo più profondo di approcciare alla espressività comunicativa del teatro.

Teatreducazione anche rispetto alla effettuazione di momenti elaborativi (riunioni e confronti formali, riunioni e confronti informali, salotti teatrali aperti) che sono stati vissuti come “essenziali” da parte dei protagonisti.

Teatreducazione anche rispetto alla produzione di materiali di riflessione : ogni sera usciva “StaseraInvento”, due e poi quattro pagine di informazioni fotocopiate e distribuite al pubblico.

“StaseraInvento” informava ma dava anche conto di ciò che avveniva all’interno del festival, dal punto di vista di chi lo stava producendo. Questo materiale è scaricabile per intero sul sito www.icmontefalcone.it, il sito della scuola. Credo che la lettura possa aiutare in parte ad intuire quale fosse il clima generale del festival e quali temi giorno per giorno nascessero dall’incontro di tante persone.