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Lanciano – Appunti di teatreducazione
Dall’8 al 10 febbraio 2007 si è svolto a Lanciano un appuntamento di formazione di teatreducazione. Erano presenti, come sempre avviene, molte insegnanti di ogni ordine e grado e – novità – anche due operatori teatrali. Il programma, basato su una ipotesi di partecipazione, come spesso avviene è stato modificato dalla realtà dei fatti e così i formatori hanno dovuto (e voluto) intraprendere una strada nuova, un percorso nuovo nell’incontro con i partecipanti. Il lavoriero teatrale è stato così caratterizzato da alcuni elementi che vorrei qui sintetizzare, come una specie di memoria fissata per diventare elemento di riflessione successiva.
1. La scomparsa pressoché totale degli esercizi. Certo, ciascun operatore ne portava con sé alcuni, ma essendo costretti a modificare il progetto, tali esercizi sono ridiventati materia magmatica, ricerca in corso.
2. Il recupero del tempo. In pochi minuti, in poche ore si è realizzato un “prodotto” che spesso si pensa possa essere realizzato in settimane. Questo “prodotto” naturalmente è fatto di: - un dono teatrale - una elaborazione sulla relazione educativa - una riflessione sul gruppo e sulle dinamiche di gruppo - una attenzione sulla difficoltà dell’ascolto - la presa d’atto della umiltà come dato fondativi di ogni atteggiamento di crescita della persona
3. Il rispetto. La ricerca in atto di una prassi formativa ha costretto a mettere in gioco il rispetto tra le persone al massimo livello di qualità e quantità. Ne è scaturito un lavoro di gruppo equilibrato e dinamico, divertito e concentrato, illuminato e critico.
4. La scoperta del piacere di essere in formazione. Al di là delle normali reazioni di “seduzione” che stanno alla base di ogni azione formativa, si è riusciti, con una leggerezza di lavoro piuttosto rara, a trovare il piacere ( ricco di stimoli ma consapevolmente equilibrato) di fare formazione e non aggiornamento.
5. La scoperta (anche se in parte una riconferma) di alcuni operatori teatrali che, lucidi nel loro ruolo, senza finzioni performatiche, hanno saputo/voluto scegliere la strada del ritrovamento della umiltà del “teatro dell’inizio”. Così facendo sono riusciti ad offrire al gruppo molto del valore aggiunto di teatralità che posseggono, senza però eccessi di narcisismo né di inutile competizione con i formatori.
6. Infine, Lanciano si è delineata come una realtà in cui cultura organizzativa e contenuti culturali della proposta formativa si sono uniti con grande leggerezza ed efficienza, senza per questo debordare nella asettica accoglienza professionale.
s.s. |