Venti di ritorno

La seconda edizione di Invento a Montefalcone di Val Fortore (Bn)

 

Dal 4 al 12 agosto si è svolta la seconda edizione di “Invento – festival di teatri giovani”. Promosso dal Comune di Montefalcone in val Fortore (Benevento) e dall’istituto comprensivo della stessa località, l’evento era organizzato a cura dell’Associazione Italiana Teatreducazione e, per la prima volta, esplicitava sulla locandina la volontà di essere “Un progetto di educazione alla teatralità”.

La formula prevedeva che alcuni gruppi di giovani condotti da operatori teatrali o insegnanti avessero svolto una attività teatrale per presentare i risultati nelle strade e nelle piazze del centro storico sia di Montefalcone sia di altri due comuni: Ginestra degli Schiavoni, Castelfranco in Miscano.

Molto materiale è stato inventato nei giorni del festival, durante i quali alcuni giovani operatori teatrali (come diversamente descriverne  la funzione…?) conducevano laboratori con ragazzi e adulti del luogo. Alla fine questa attività ha avuto la sua presentazione pubblica con piccola performance.

Invento numero due è stato intanto una sfida nelle sfide: è stata la prova che l’idea da cui nasceva ha avuto la forza di germinare. E, pur nelle difficoltà organizzative prevedibili ed imprevedibili, l’evento ha avviato il suo percorso per diventare un progetto più organico nella costruzione oltrechè nella fase finale estiva.

Da sottolineare, tra le centinaia di micro-eventi che naturalmente accadono in una situazione in cui circa cinquanta persone (diverse per età, provenienza, competenza,etc.) si mettono insieme in una situazione di forte aggregazione, vivendo per dieci giorni in una scuola, alcuni di particolare rilevanza:

-   il clima di maturazione dei giovani che erano lì per la seconda volta

-   il confronto-scontro, anche aspro, sul senso de teatro e della teatralità in un contesto non autoreferenziale, visto che ogni sera bisognava fare i conti con il pubblico

-   il successo di una proposta sulla Madonna del Carmine svoltasi – per motivi metereologici – all’interno del Santuario della Madonna del Carmine di Montefalcone, dopo aver rotto il velo di naturale diffidenza verso una forma d’arte nuova e presentata in un luogo inusuale

-   l’interessante proposta di fare un omaggio di teatreducazione al m.o Antonio Pappano – giovane grande talento di direttore d’orchestra  a livello mondiale, il cui padre era originario di Castelfranco in Miscano. Dopo un concerto, il m.o Pappano ha visto, si è fermato, ha discusso con i ragazzi del senso di ciò che era stato creato in poche ore, compresa una composizione musicale di un giovane partecipante di Invento. Diciamo che in questo senso il teatreducazione – la sua concreta maniera di esistere nel mondo – ha incontrato un altro mondo, quello del professionismo musicale di altissimo livello. L’incontro, avvenuto in una piazzetta del centro storico di Castelfranco in  Miscano, ha pure avuto una sua forza espressiva che – con tutti i limiti del caso – ha rappresentato un dono teatrale con pienezza di significato. Questo non toglie poi la necessità di affrontare i problemi ancora irrisolti sul come si è arrivati a “quel” dono teatrale.

La redazione di un giornale di bordo quotidiano “Stasera Invento” realizzato nella sala informatica della scuola con la collaborazione di insegnanti e studenti di media inferiore. Il giornale – con i contributi forti di Sebastiano Aglieco – si è mosso dentro e fuori l’evento, tenendo conto delle dinamiche interne al gruppo di lavoro, nello sforzo di non essere troppo autoreferenziale. Ad una rilettura complessiva, questa raccolta del giornali di bordo di Invento 2 risulta essere ricca di stimoli rispetto ai vissuti, ma anche di lampi che illuminano il sentiero della ricerca teorica del teatreducazione. Sarà importante, nel prosieguo, farci i conti con una riflessione attenta.