Il testo di un progetto di teatreducazione

 

Come esiste il problema – sempre da discutere, al punto che vale la pena di dire che si tratta di un tema da svolgere… - di come valutare i risultati di un laboratorio di teatreducazione, credo che bisogna occuparsi, fin dall’inizio, del testo di un progetto.

Sappiamo bene che un laboratorio si sostanzia in un fare nello spazio e nel tempo e che è molto improbabile pretendere di trasferire obiettivi e metodi in un documento di testo.

Tuttavia, per scegliere tra una idea e l’altra, tra appunto un progetto e l’altro; e anche, per ritrovare o trovare un senso al fare futuro, esiste il passaggio della scrittura.

Questo passaggio diventa indispensabile per la committenza. Come valutare ciò che qualcuno dichiara di voler fare senza averne una idea, almeno teorica?

Non  esiste altra strada che quella di esercitare questo diritto-dovere avendo a che fare con un  testo.

Di norma, questi progetti-testi si strutturano in due grandi categorie:

-   il progetto schema, che spezzetta gli step del lavoro in tante “molecole”

-   il progetto che si sforza di raccontare ciò che si pensa di realizzare, spesso usando un lessico che parla alla emozione, con emozione e con un linguaggio che ormai è diventato una specie di linguaggio settoriale.

La scuola – istituzione – è ricca di queste modalità. Sono tante per quanti sono gli insegnanti; così come il mondo del teatro lo è, per quanti sono gli operatori che producono questi testi perché la committenza (quasi sempre istituzionale) lo richiede come un passaggio obbligato.

Invece, notiamo che quando la committenza è di tipo privato, o quando il progetto serve per promuovere un laboratorio verso l’esterno, la struttura cambia: somiglia più ad un “manifesto letterario” in cui l’obiettivo si ritiene possa aprire scenari di un indefinito “star bene con se stessi e con gli altri”.

Se ci muoviamo nel territorio di confine del teatreducazione, non possiamo eludere la richiesta di motivazioni chiare, di intenti definiti, di un progetto che anche nel testo acquista dignità di linguaggio da teatreducazione.

Ne tento qui alcune caratterizzazioni:

-   la chiarezza espositiva, aperta a tutte le comprensioni

-   la struttura che si dipani dalle motivazioni e, via via, approdi a definire con buona approssimazione il senso di un percorso

-   la individuazione di tutte le possibilità teoriche di riflessione sui fatti in possibilità di accadere come proiezione dell’idea laboratoriale

-   la definizione di un lessico condiviso e comunque non ambiguo dal punto di vista semantico

Credo che un progetto-testo che mantenga questa tensione di scrittura serva sempre e comunque ad arrivare meglio alla valutazione di ogni aspetto del laboratorio di teatreducazione.

Sarebbe interessante sviluppare una ricerca sui testi dei progetti di teatreducazione per come si sono articolati nel tempo, a partire dall’animazione teatrale, attraverso anche il territorio del teatro professionistico.

s.s.

26 gennaio 2006